Ribelle, sovvertitore ed eversivo. È questa la figura di Gesù tratteggiata da Giulio Busi – filologo e saggista, professore di ebraismo alla Freie Universität di Berlino – domenica 23 marzo a Casa della Madia. È stata qualcosa di più di una semplice presentazione del suo libro Gesù il re ribelle, Una storia ebraica (Mondadori 2023), ma la possibilità per il pubblico particolarmente interessato e partecipe di conoscere la figura del Rabbi di Nazaret da un’angolatura inconsueta, diversa da quella convenzionale. Un ritratto di Gesù a tratti sorprendente e per alcuni anche sconcertante, ma ricco di stimoli e spunti importanti. La gente lo chiamava Rabbi ma non era un Rabbi autorizzato da titoli di studio riconosciuti dell’élite religiosa. “La sua forza – ha sottolineato Busi – non è l’erudizione. Non è per studiare che ha abbandonato la casa, il lavoro, la famiglia. Se ne è andato, e ha scelto la vita del maestro itinerante, qualcuno dice vagabondo, per rispondere a una chiamata”. Se le autorità religiose lo hanno rifiutato e condannato a morte per il suo tipo di ribellione, il cristianesimo ha trasformato la sua regalità senza potere in un regno solido che è durato due millenni grazie all’alleanza con imperi, regni, stati.
Nel vivace dibattito pomeridiano con il pubblico sono mersi i temi della storicità di Gesù, della sua formazione intellettuale, delle differenze tra la figura di Gesù che emerge dai testi e quella da tutti appreso dell’insegnamento tradizionale cattolico.
Nel presentare Giulio Busi, fr. Enzo Bianchi ha rivelato che il professore sta ultimando un’opera dedicata a Francesco d’Assisi che uscirà il prossimo anno in
occasione degli 800 anni della sua morte. Anche Casa della Madia celebrerà l’anniversario con alcuni incontri e fr. Enzo ha invitato il prof. Busi a tornare per
presentare il suo nuovo saggio.